Resumen del episodio
Un accordo con Vladimir Putin per far arrivare più gasolio russo sui mercati, la richiesta all’Ucraina di cambiare presidente, una tregua energetica annunciata e subito smentita. A tre settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, Donald Trump piega la politica estera al prezzo della benzina, mentre i sondaggi danno i democratici favoriti alla Camera e in corsa anche per il Senato. Intanto nel Partito repubblicano emerge qualcosa di inedito: il dissenso. Due terzi dei candidati nelle sfide più combattute prendono le distanze dal presidente, che è al minimo storico di popolarità. C’è chi vota contro la guerra in Iran, chi toglie la sua foto dai siti di campagna e chi evita di farsi vedere al suo fianco. È l’inizio della fine dell’era Trump o una semplice tattica elettorale? E i democratici hanno davvero un progetto o vincono solo come voto contro Trump? Cercheremo di fare un po’ di chiarezza nella prima puntata di avvicinamento alle Midterm, parlandone con: Nadia Urbinati, politologa, Columbia…
Un accordo con Vladimir Putin per far arrivare più gasolio russo sui mercati, la richiesta all’Ucraina di cambiare presidente, una tregua energetica annunciata e subito smentita. A tre settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, Donald Trump piega la politica estera al prezzo della benzina, mentre i sondaggi danno i democratici favoriti alla Camera e in corsa anche per il Senato. Intanto nel Partito repubblicano emerge qualcosa di inedito: il dissenso. Due terzi dei candidati nelle sfide più combattute prendono le distanze dal presidente, che è al minimo storico di popolarità. C’è chi vota contro la guerra in Iran, chi toglie la sua foto dai siti di campagna e chi evita di farsi vedere al suo fianco. È l’inizio della fine dell’era Trump o una semplice tattica elettorale? E i democratici hanno davvero un progetto o vincono solo come voto contro Trump? Cercheremo di fare un po’ di chiarezza nella prima puntata di avvicinamento alle Midterm, parlandone con: Nadia Urbinati, politologa, Columbia…
Episodios
Midterm USA, Trump alla resa dei conti
EscuchadoUn accordo con Vladimir Putin per far arrivare più gasolio russo sui mercati, la richiesta all’Ucraina di cambiare presidente, una tregua energetica annunciata e subito smentita. A tre settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, Donald Trump piega la politica estera al prezzo della benzina, mentre i sondaggi danno i democratici favoriti alla Camera e in corsa anche per il Senato. Intanto nel Partito repubblicano emerge qualcosa di inedito: il dissenso. Due terzi dei candidati nelle sfide più combattute prendono le distanze dal presidente, che è al minimo storico di popolarità. C’è chi vota contro la guerra in Iran, chi toglie la sua foto dai siti di campagna e chi evita di farsi vedere al suo fianco. È l’inizio della fine dell’era Trump o una semplice tattica elettorale? E i democratici hanno davvero un progetto o vincono solo come voto contro Trump? Cercheremo di fare un po’ di chiarezza nella prima puntata di avvicinamento alle Midterm, parlandone con: Nadia Urbinati, politologa, Columbia…
Siamo in guerra…ibrida?
EscuchadoNegli ultimi mesi gli attacchi russi contro infrastrutture civili ucraine – con un numero di morti fra la popolazione che raggiunge livelli record – si sono intensificate. Allo stesso tempo – è notizia di un paio di giorni fa - da Washington il presidente USA Donald Trump ha nuovamente aumentato le pressioni su Kiev trattando sul diesel con la Russia e chiedendo un nuovo presidente per l’Ucraina. Ma è di oggi anche un’altra notizia: secondo quanto riporta il Financial Times, varie intelligence occidentali ritengono che il Cremlino starebbe pianificando omicidi mirati contro dirigenti dell’industria bellica europea per terrorizzare chiunque produca armi o droni per Kiev. Un allarme che dimostra – ancora una volta – come sul continente europeo si combatta una guerra sotterranea: quella ibrida di Mosca. Dagli attacchi informatici, alla disinformazione, dalle rotte aeree accecate dal disturbo del GPS, ai cavi sottomarini tranciati nel Baltico, fino agli incendi in depositi e hub strategici come l’aeroporto di…
Consigli di amministrazione, quale trasparenza?
EscuchadoVien da dire che le autorità di Lugano se la stanno prendendo comoda. Risale al 2012 una prima mozione che chiedeva di intervenire con una nuova normativa per definire il compito, le nomine e le retribuzioni di chi siede in un Consiglio di amministrazione delle aziende pubbliche o parapubbliche della città. Da allora sono trascorsi 14 anni e la nuova normativa è ancora in fase di definizione, anche se si prevede che il Consiglio comunale possa finalmente discuterne entro la fine del mese di novembre. Nell’attesa, in città sta creando parecchio scalpore il livello delle retribuzioni accordate ai membri dei consigli di amministrazione di AIL e del Casinò. Il presidente di AIL, Lukas Bernasconi, ha ad esempio percepito nei primi sei mesi dell’anno una cifra che si aggira attorno agli 80-90 mila franchi. Un importo in linea con quello di altre realtà simili in Svizzera, secondo lo stesso Bernasconi, ma considerato da più parti molto elevato. In questo ambito manca parecchia trasparenza, anche per quanto riguarda…
Governo ticinese, sei mesi per lasciare il segno
EscuchadoPiero Marchesi ha giurato mercoledì mattina a Palazzo delle Orsoline, e con lui l’UDC entra in Consiglio di Stato per la prima volta da quasi un secolo. Nel pomeriggio è arrivata anche la nuova ripartizione dei compiti. Il democentrista prende la guida del Dipartimento del territorio, che era di Claudio Zali. Norman Gobbi resta invece alle Istituzioni e ritrova un dipartimento di nuovo completo, con Polizia e Giustizia. Il governo torna così al completo dopo un’estate che lo ha messo duramente alla prova. Ora restano sei mesi per chiudere una legislatura giudicata da più parti avara di risultati, con conti pubblici in rosso e una campagna elettorale di fatto già iniziata. Ad aprile si torna alle urne, e gli equilibri sono in movimento per tutti. Lega e UDC si presentano di nuovo unite e parlano già di una “casa comune” della destra. Il PLR correrà senza un consigliere di Stato uscente, visto che Christian Vitta non si ricandida. Il Centro deve difendere il suo seggio in un quadro sempre più polarizzato, e a…
Israele al voto sulla sicurezza
EscuchadoSulle elezioni israeliane, in programma il 27 ottobre, pesa quanto successo tre anni fa con l’attacco di Hamas a partire da Gaza, con circa 1’200 morti e la cattura di 251 ostaggi. Una ferita ancora aperta in Israele dove continuano le discussioni sulle responsabilità di questa tragedia. Il voto vede concorrere 38 liste per dividersi i 120 seggi del parlamento. I favoriti per costruire una coalizione di governo sono l’uscente Benjamin Netanyahu a destra, mentre più verso il centro si è posizionato il novizio della politica Gadi Eisenkot, generale ed ex capo di stato maggiore. In queste elezioni si incrociano tanti temi divisivi per gli israeliani, dal rapporto fra ebrei ortodossi e secolari alla strategia riguardo ai territori occupati passando dal ruolo degli arabi-israeliani nella politica. Ma su tutto domina la questione della sicurezza. Nonostante le operazioni belliche a Gaza, in Libano ed in Iran il paese si sente infatti ancora minacciato. A Modem ne discutono: Francesca Caferri, giornalista di…